CHI SONO
Le persone cambiano e con loro cambiano bisogni, domande e possibilità.
Sono Claudia Campisi, psicologa clinica e del lavoro, psicodiagnosta. Nel mio lavoro incontro persone in momenti diversi della loro vita: adolescenti che stanno crescendo, genitori che cercano nuovi modi per comprendere i propri figli, adulti che attraversano una difficoltà psicologica o professionale, persone che sentono il bisogno di capire meglio ciò che stanno vivendo.
Nel tempo ho imparato che dietro una difficoltà non c'è mai soltanto un problema da risolvere. Ci sono una storia, un contesto, risorse da riconoscere e, spesso, un cambiamento che chiede di essere compreso prima ancora che affrontato.
È questo il filo che oggi unisce le diverse parti del mio lavoro: la psicologia, la valutazione psicologica e psicodiagnostica, il lavoro con adolescenti e genitori, l'orientamento e la psicologia del lavoro.
Accompagnare una persona, per me, significa aiutarla a comprendere dove si trova oggi, riconoscere ciò che sta accadendo e costruire con maggiore consapevolezza il passo successivo.
IL MIO PERCORSO
Psicologia, lavoro, università, formazione e pratica clinica hanno costruito nel tempo il mio modo di lavorare.
La mia formazione nasce nella psicologia clinica, ma il mio percorso professionale mi ha portata molto presto fuori dallo studio: nelle aziende, nelle università, nelle scuole, nei servizi di orientamento e nei contesti formativi.
Nel tempo queste esperienze non si sono sostituite l'una all'altra. Si sono integrate, costruendo uno sguardo che oggi tiene insieme persona, contesto, valutazione, cambiamento e possibilità di sviluppo.
LE ORIGINI
La psicologia prima di tutto
Mi sono formata in Psicologia clinica, con un interesse precoce per adolescenza, relazioni familiari, disagio psicologico e processi di sviluppo.
Le prime esperienze con minori, famiglie, servizi territoriali e orientamento universitario mi hanno insegnato qualcosa che continua a guidarmi: una persona non può essere compresa separandola dal contesto in cui vive.
OLTRE 15 ANNI TRA LAVORO E ORGANIZZAZIONI
Ho imparato a conoscere il lavoro dall'interno
Recruiting, selezione, gestione delle persone, orientamento, politiche attive, formazione, HR e sviluppo organizzativo: per molti anni ho lavorato quotidianamente con persone che cercavano un'opportunità, affrontavano una transizione o provavano a ridefinire il proprio percorso professionale.
Da questa esperienza nasce il mio modo di occuparmi oggi di carriera: non attraverso ricette standard, ma partendo dall'identità professionale, dalle competenze, dalle risorse e dal significato che il lavoro assume nella vita della persona.
SCUOLA, UNIVERSITÀ E ORIENTAMENTO
Dalle scelte scolastiche alle transizioni professionali
Negli anni il lavoro di orientamento si è esteso sempre di più agli studenti, agli adolescenti e ai giovani adulti: scuola superiore, università, metodo di studio, prevenzione della dispersione, DSA e BES, inserimento nel lavoro e riprogettazione professionale.
Ho lavorato e collaboro con scuole, atenei e organizzazioni come Università di Roma Tor Vergata, Università Europea di Roma, Roma Tre, IUSVE, Fondazione Mondo Digitale, Epicode e numerosi progetti educativi e di orientamento.
IL RITORNO ALLA CLINICA
Comprendere prima di intervenire
Negli ultimi anni ho scelto di approfondire nuovamente e in modo strutturato la dimensione clinica: oggi mi occupo di colloqui psicologici, valutazione psicodiagnostica, DSA e ADHD, integrando strumenti standardizzati con la comprensione complessiva della persona.
Continuo ad alimentare e sviluppare la mia formazione sui temi che incontro nella pratica clinica e professionale, approfondendo strumenti, modelli e prospettive che arricchiscono il mio modo di comprendere le persone e i contesti in cui vivono e lavorano. Parallelamente, mantengo un impegno attivo nella Psicologia del Lavoro anche a livello istituzionale, come consulente dello Staff di Presidenza e componente del Tavolo Tecnico di Psicologia del Lavoro del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.
OGGI
Pratica, insegnamento e formazione continuano a dialogare
Oggi lavoro contemporaneamente nello studio professionale, nei contesti universitari e nei progetti di formazione, orientamento e ricerca.
Insegno e collaboro con diversi atenei, progetto percorsi formativi, partecipo ad attività di ricerca e continuo a studiare. Per me non sono mondi separati: ciò che incontro nella pratica entra nella formazione, ciò che studio modifica il modo in cui lavoro e l'insegnamento mi costringe continuamente a rendere la psicologia concreta e comprensibile.
Se dovessi riassumere il mio percorso in una sola idea, direi che ho imparato a guardare le persone nei momenti in cui qualcosa sta cambiando: nella crescita, nella scuola, nel benessere psicologico, nelle relazioni e nel lavoro.
SCRIVERE È PARTE DEL MIO LAVORO
Tre libri, tre pezzi del mio percorso professionale
Scrivere è sempre stato uno dei modi attraverso cui provo a mettere ordine nelle idee, approfondire ciò che incontro nel mio lavoro e trasformare conoscenze ed esperienze in qualcosa che possa essere utile anche agli altri.
I miei tre libri raccontano ambiti apparentemente diversi della mia storia professionale, ma hanno qualcosa in comune: nascono tutti dal desiderio di rendere più comprensibili temi complessi e offrire strumenti concreti a chi legge.
2022
Genitori anziani, che fare?
con Antonella Brugnola
Un libro dedicato a una transizione familiare di cui si parla ancora troppo poco: il momento in cui i figli adulti iniziano a confrontarsi con l'invecchiamento dei propri genitori, con tutto ciò che questo comporta sul piano emotivo, relazionale e organizzativo.
Scopri il libro →
2022
Uno psicologo sul web
Un libro nato dall'incontro tra psicologia, comunicazione e mondo digitale. Ho voluto raccontare come uno psicologo possa costruire una presenza online professionale, riconoscibile ed eticamente coerente con la propria professione.
Scopri il libro →
2023
Professione Career Coach
È il libro nel quale ho raccolto molti anni di esperienza nell'orientamento, nella psicologia del lavoro e nelle transizioni professionali, trasformandoli in un percorso operativo per chi accompagna le persone nelle scelte e nei cambiamenti di carriera.
Scopri il libro →La scrittura continua ad accompagnare il mio lavoro: è uno spazio di studio, riflessione e divulgazione, ma anche un modo per fermarmi, mettere insieme esperienze diverse e trasformarle in parole che possano arrivare alle persone.
IL MIO MODO DI LAVORARE
Comprendere prima di scegliere come intervenire
Ogni persona può attraversare momenti in cui si sente bloccata, sopraffatta o semplicemente più fragile del solito. Chiedere aiuto, per me, non significa riconoscere una debolezza: significa scegliere di fermarsi, comprendere ciò che sta accadendo e prendersi cura di sé con maggiore consapevolezza.
Nel mio lavoro cerco di integrare ascolto clinico, valutazione, conoscenza dei contesti di vita e attenzione alla storia individuale. Non parto mai da una soluzione già pronta, ma dalla persona che ho davanti.
Comprendere la domanda e concettualizzare il caso
Ogni percorso parte dall’analisi della domanda: comprendere cosa porta la persona a chiedere aiuto, quali difficoltà sta incontrando e in quale momento della propria vita emergono. La concettualizzazione del caso mi permette di integrare storia personale, funzionamento psicologico, risorse, vulnerabilità e contesti di vita, evitando di fermarmi al solo sintomo o al problema riferito.
Orientare l’intervento
Non tutte le difficoltà richiedono lo stesso tipo di risposta. Per questo considero fondamentale discriminare la natura del problema e individuare il percorso più appropriato. Il mio riferimento è un modello integrato, prevalentemente di natura cognitivo-comportamentale e ispirato alla Psicologia della Salute, che considera la persona nella relazione tra funzionamento psicologico, comportamenti, risorse individuali e contesti di vita.
Coaching Psychology per lavoro e carriera
Quando la domanda riguarda lavoro, carriera, scelte o transizioni professionali, integro le competenze psicologiche con gli strumenti della Coaching Psychology. L’obiettivo non è fornire soluzioni preconfezionate, ma aiutare la persona a mettere a fuoco obiettivi, risorse, ostacoli e possibilità di azione, trasformando la riflessione in un processo concreto di cambiamento.
Valutare per intervenire con maggiore precisione
Credo in una psicologia fondata sulle evidenze. Quando la situazione lo richiede, il colloquio può essere integrato con test e strumenti psicodiagnostici scientificamente validati, scelti in funzione della domanda e degli aspetti che è necessario approfondire. La valutazione non serve a ridurre la persona a un punteggio o a un’etichetta, ma a raccogliere informazioni utili per comprendere meglio il suo funzionamento e orientare l’intervento in modo più consapevole e mirato.
La mia esperienza tra psicologia clinica, psicodiagnostica, adolescenza, orientamento e psicologia del lavoro mi permette di osservare le difficoltà da prospettive diverse, senza perdere mai di vista la persona nella sua interezza.
NON SOLO INTERVENTO
Credo nella prevenzione e nella cultura psicologica
Accanto all'attività professionale, la docenza, la formazione, la ricerca e la divulgazione fanno parte dello stesso modo di intendere la psicologia: rendere le conoscenze accessibili, favorire consapevolezza e offrire alle persone strumenti utili prima ancora che una difficoltà diventi più difficile da gestire.
FUORI DAL LAVORO
Prima della professionista, c'è una persona
Il lavoro occupa una parte importante della mia vita, ma non la definisce interamente. Fuori dallo studio e dall'università cerco di proteggere il tempo dedicato alle persone che amo, alla lettura, alla scrittura e a tutto ciò che continua a incuriosirmi.
La curiosità non mi abbandona mai
Ho sempre bisogno di imparare qualcosa di nuovo. Leggo, studio, approfondisco e spesso passo da un argomento all'altro seguendo una domanda che mi ha incuriosita. È probabilmente uno dei motivi per cui formazione e ricerca continuano ad avere tanto spazio anche nella mia vita professionale.
Scrivere è il mio modo di mettere ordine
Scrivo per lavoro, per divulgare, per progettare e per capire meglio ciò che penso. La scrittura mi permette di fermarmi, collegare esperienze diverse e trasformare intuizioni e domande in qualcosa di più chiaro. È una passione che negli anni è diventata anche una parte importante della mia identità professionale.
Le relazioni vengono prima di molte cose
Nella mia quotidianità cerco di difendere lo spazio delle relazioni, della famiglia e delle persone significative. Anche questo influenza profondamente il mio modo di guardare alla psicologia: nessuno vive isolato e ciò che siamo prende forma continuamente anche all'interno dei legami che costruiamo.
Credo nell'equilibrio, non nella perfezione
Lavoro, studio, progetti e vita personale devono continuamente trovare un nuovo equilibrio. Non sempre è semplice e forse proprio per questo considero il benessere qualcosa di dinamico: non uno stato perfetto da raggiungere, ma una capacità da costruire e ricostruire nel tempo.
Credo che anche il modo in cui viviamo, impariamo, cambiamo idea, coltiviamo relazioni e attraversiamo le nostre difficoltà contribuisca a formare il professionista che diventiamo.
POSSIAMO PARTIRE DA QUI
Se qualcosa di quello che hai letto ti riguarda, possiamo parlarne
Non è necessario avere già chiaro quale percorso intraprendere o sapere esattamente di cosa hai bisogno. Un primo colloquio può essere uno spazio per raccontare ciò che stai vivendo, comprendere meglio la tua richiesta e valutare insieme quale possa essere il passo più utile per te.
Puoi rivolgerti a me per una difficoltà personale, una valutazione psicologica o psicodiagnostica, una situazione che riguarda tuo figlio o tua figlia, oppure per una scelta o un cambiamento nella tua vita professionale.
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