Recensione libro Estasi Culinarie

Recensione libro Estasi Culinarie

Il cibo è un pretesto per raccontare la vita di Monsieur Arthens, famoso critico gastronomico

Ho scelto di proporvi il romanzo di esordio di Muriel Barbery, autrice francese nota al grande pubblico per il best seller “L’eleganza del riccio“, per almeno due ragioni: 

in primo luogo, perchè credo che un autore valido meriti di essere letto e apprezzato al di là della sua produzione di maggior successo; spesso è anzi nelle cose nascoste che si trovano le sorprese più rare e preziose; in secondo luogo, e qui mi collego a ciò che ho appena sostenuto, perchè il tema suggerito dal titolo è solo apparentemente quello ormai inflazionato del cibo e della cucina. 

Infatti è proprio qui che sta la sorpresa: nel libro della Barbery il cibo è in realtà solo un pretesto per ripercorrere, attraverso una serie di ricordi dolceamari, la storia della vita del controverso critico gastronomico monsieur Arthens. 

Infatti è proprio qui che sta la sorpresa: nel libro della Barbery il cibo è in realtà solo un pretesto per ripercorrere, attraverso una serie di ricordi dolceamari, la storia della vita del controverso critico gastronomico monsieur Arthens. 

Breve trama Estasi Culinarie

La vicenda prende le mosse da un signorile palazzo in rue de Grenelle (che tornerà poi, con alcuni dei suoi abitanti, a essere fondale scenografico ne “L’eleganza del riccio”) dove il temutissimo critico gastronomico monsieur Arhens è in fin di vita. Sul letto di morte il giudice implacabile di chef e cucine stellate è colto da un desiderio irrefrenabile: quello di riappropriarsi di un sapore lontano, smarrito nelle pieghe della memoria… ma quale sia questo sapore, non è dato di scoprirlo se non attraverso un viaggio di recupero di ricordi che dall’infanzia ripercorrono le più significative esperienze private e professionali di monsieur Arthens. 

Estasi-culinarie

La vicenda prende le mosse da un signorile palazzo in rue de Grenelle (che tornerà poi, con alcuni dei suoi abitanti, a essere fondale scenografico ne “L’eleganza del riccio”) dove il temutissimo critico gastronomico monsieur Arhens è in fin di vita. Sul letto di morte il giudice implacabile di chef e cucine stellate è colto da un desiderio irrefrenabile: quello di riappropriarsi di un sapore lontano, smarrito nelle pieghe della memoria… ma quale sia questo sapore, non è dato di scoprirlo se non attraverso un viaggio di recupero di ricordi che dall’infanzia ripercorrono le più significative esperienze private e professionali di monsieur Arthens. 

Estasi-culinarie

A fare da contrappunto ai racconti del critico ci sono le voci di tutti quelli che gravitano attorno a lui e che nutrono nei suoi confronti sentimenti contrastanti, talvolta addirittura aggressivi, come nel caso dei figli, sempre trattati con alterigia e disprezzo da un padre perennemente assente e impegnato in questioni più importanti della famiglia.

Perchè Estasi Culinarie è un libro da leggere

Ho in parte anticipato i motivi che mi hanno portato a preferire un titolo meno noto di Muriel Barbery, ossia la validità della trama e l’originalità con cui la tematica trita e ritrita del cibo e della cucina viene trattata dalla penna dell’autrice francese; tuttavia, mi piacerebbe aggiungere qualche altra breve riflessione.

Estasi-culinarie

Come si diceva, sapori che evocano ricordi; e con essi esperienze, pezzi di vita vissuta, che solo riconsiderati a distanza di tempo acquistano un valore empirico e formativo. Poi, la capacità che sempre gli spiriti forti hanno di addensare intorno a sè passioni estreme e contrastanti, grandi odi, timori annientanti e amori travolgenti: la scelta del racconto a più voci permette di ricostruire a tutto tondo la figura del protagonista a seconda dell’occhio di chi la guarda.

Estasi-culinarie

Come si diceva, sapori che evocano ricordi; e con essi esperienze, pezzi di vita vissuta, che solo riconsiderati a distanza di tempo acquistano un valore empirico e formativo. Poi, la capacità che sempre gli spiriti forti hanno di addensare intorno a sè passioni estreme e contrastanti, grandi odi, timori annientanti e amori travolgenti: la scelta del racconto a più voci permette di ricostruire a tutto tondo la figura del protagonista a seconda dell’occhio di chi la guarda.

Infine, una notazione stilistica: grazie a questa polifonia il testo acquista grande fluidità e leggerezza; i molti fili che si intrecciano conferiscono brio e vivacità a un libro che sa essere ironico e malinconico al tempo stesso.

Questa recensione è a cura della nostra nuova collaboratrice la dr.ssa Francesca La Marca.

Un dettaglio tira l’altro e le sue raffinate recensioni si leggono sempre molto volentieri.

Continua a leggerla e seguirla qui su Lavoro con Stile!

Buona lettura!

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A proposito Dell'autore

Claudia Campisi

Claudia, 37 anni. Psicologa, Career Coach & Hr specializzata nei settori Moda & ICT. Inevitabilmente Blogger, appassionata di lettura e alla costante ricerca di nuovi tools digitali da provare e condividere…meglio se a costo zero. Mamma di due splendidi bambini e un Beagle...in arrivo anche il secondo. Il mio motto non può che essere Smile is Chic!

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