Recensione libro Cambiare l’acqua ai fiori

Recensione libro Cambiare l’acqua ai fiori

Per riflettere sui temi della vita, della morte e sugli affetti in grado di farci cambiare

“Avevo finito di scrivere il mio primo libro, (Il quaderno dell’amore perduto, ndr): ero alla ricerca di qualcosa di diverso, ma ero anche piena di malinconia. C’è sempre un po’ di tristezza, quando si abbandona una storia, e dei personaggi a cui ci si è affezionati. Ero con il mio compagno, in Normandia, e stavamo passeggiando in un piccolissimo cimitero, dove sono sepolti i suoi genitori. Avevo degli stivali, ma erano troppo grandi per me. Così a un certo punto mi sono seduta sulle loro tombe e ci siamo scambiati le scarpe. È stato in quel momento che ho avuto l’idea del custode del cimitero. Mi sono detta, è un personaggio così romanzesco, è fantastico. Ho capito che doveva essere una donna, sola. Sono passati 19 anni da quando suo marito è scomparso nel nulla. Questo è stato il punto di partenza di tutta la storia”.

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“Avevo finito di scrivere il mio primo libro, (Il quaderno dell’amore perduto, ndr): ero alla ricerca di qualcosa di diverso, ma ero anche piena di malinconia. C’è sempre un po’ di tristezza, quando si abbandona una storia, e dei personaggi a cui ci si è affezionati. Ero con il mio compagno, in Normandia, e stavamo passeggiando in un piccolissimo cimitero, dove sono sepolti i suoi genitori. Avevo degli stivali, ma erano troppo grandi per me. Così a un certo punto mi sono seduta sulle loro tombe e ci siamo scambiati le scarpe. È stato in quel momento che ho avuto l’idea del custode del cimitero. Mi sono detta, è un personaggio così romanzesco, è fantastico. Ho capito che doveva essere una donna, sola. Sono passati 19 anni da quando suo marito è scomparso nel nulla. Questo è stato il punto di partenza di tutta la storia”.

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Questo è il testo di un’intervista in cui l’Autrice, Valèrie Perrin, ha definito l’ispirazione per la stesura di questo bellissimo romanzo, “Cambiare l’acqua ai fiori”.

Sono vari gli argomenti trattati attraverso il suo unico personaggio che riflette sulla vita, sulla morte, sulla memoria e sulla persistenza degli affetti. Un classico volume che potrebbe definirsi come gli altri ma che in realtà una volta finito di leggere ti resta nell’animo per diverso tempo e diventa un metro di paragone per altri libri dello stesso genere.

Ti succede di decidere di leggere un testo solo per il suo titolo?

Nel caso dei romanzi direi che è la mia regola.

Quando, invece, devo acquistare un manuale operativo da impiegare nella mia attività professionale generalmente mi baso sull’indice. E tu?

Breve trama Cambiare l’acqua ai fiori

“Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista de L’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.”

“Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista de  L’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.”

Ciò che fa appassionare fin da subito della trama è il fatto che il romanzo abbia un solo e unico personaggio. Una donna che dimostra un’enorme forza di vivere malgrado affronti le peggiori avversità, sin da quando era in tenera età.

Questo raconto ha già venduto più di tre milioni di copie in Francia e sembra abbia lo stesso destino anche in altre nazioni; in Italia si prospetta come un successo soprattutto perchè, così come sostiene l’Autrice, “il segreto del successo risiede nella benevolenza di Violette che ha in sé qualcosa di universale, pur essendo una semplice guardiana di cimiteri”. Ci si può innamorare di un personaggio soprattutto quando risponde ai propri bisogni di ideali e valori!

Perchè Cambiare l’acqua ai fiori è un libro da leggere

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La struttura del libro è suddivisa su diversi piani narrativi e tiene sempre il lettore con il fiato sospeso, talvolta facendolo immergere in un oceano dal quale risulta davvero difficile uscire. Molto ben curato anche stilisticamente e con una dovizia di particolari che rende tutto molto reale e cinematografico.

Le contrastanti emozioni e la loro autenticità rendono questo romanzo una cartolina che descrive esattamente i luoghi visitati in un viaggio di piacere che ogni lettore compie nelle pagine che si susseguono.  Ma non posso negarvi che quello che mi ha appassionato maggiormente è stata la complessità del personaggio Violette, una donna che vive ascoltando gli altri, probabilmente per evitare di sentire i tormenti della sua vita, che cela un segreto che verrà a galla solo dopo la comparsa di un poliziotto marsigliese.

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La struttura del libro è suddivisa su diversi piani narrativi e tiene sempre il lettore con il fiato sospeso, talvolta facendolo immergere in un oceano dal quale risulta davvero difficile uscire. Molto ben curato anche stilisticamente e con una dovizia di particolari che rende tutto molto reale e cinematografico.

Le contrastanti emozioni e la loro autenticità rendono questo romanzo una cartolina che descrive esattamente i luoghi visitati in un viaggio di piacere che ogni lettore compie nelle pagine che si susseguono.  Ma non posso negarvi che quello che mi ha appassionato maggiormente è stata la complessità del personaggio Violette, una donna che vive ascoltando gli altri, probabilmente per evitare di sentire i tormenti della sua vita, che cela un segreto che verrà a galla solo dopo la comparsa di un poliziotto marsigliese.

Il romanzo contiene degli elementi di stacco dal focus lineare su Violette, aprendosi su linee temporali diverse e perfino cambiando la voce narrante in alcuni capitoli per entrare meglio nella psicologia di tutti i personaggi, nelle loro verità, nei loro sentimenti.

Ma non voglio aggiungere altro, scoprilo leggendo il libro.

Buona lettura!

Ti aspetto come sempre nei commenti se ti va per continuare il confronto.

A proposito Dell'autore

Claudia Campisi

Claudia, 37 anni. Psicologa, Career Coach & Hr specializzata nei settori Moda & ICT. Inevitabilmente Blogger, appassionata di lettura e alla costante ricerca di nuovi tools digitali da provare e condividere…meglio se a costo zero. Mamma di due splendidi bambini e un Beagle...in arrivo anche il secondo. Il mio motto non può che essere Smile is Chic!

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