Lavorare da casa come Assistente Virtuale

Lavorare da casa come Assistente Virtuale

Trasforma le tue competenze in servizi!

Lo speciale, Guadagnare da casa, continua con una professione emergente, l’Assistente Virtuale.

Una figura che si sta facendo strada tra gli imprenditori quale risposta a più esigenze spesso temporanee di servizi: digitali, telefonici, creativi.

Quali caratteristiche deve avere un Assistente Virtuale?

Risponderò a questa domanda suggerendoti alcuni possibili sviluppi per avviare un percorso del genere su misura delle tue competenze e del tuo mercato di riferimento.

Se pensi che possa fare per te seguimi perché parleremo davvero ti tanti aspetti: come formarti, avviare l’attività e trovare nuovi clienti!

Su dai cominciamo.

Cos’è l’Assistente Virtuale

Tranquillo non è una chatbot o un influencer digitale.

È un professionista che offre servizi o pacchetti più articolati di attività che possono essere erogati anche al 100% da remoto grazie agli strumenti digitali.

Preferisci un identikit? Ti accontento subito.

Sappi che il segreto del successo di un progetto simile è l’avere consapevolezza delle proprie competenze.

Ecco perché ti consiglio di prendere seriamente in considerazione uno sviluppo professionale simile.

Chi può lavorare come Assistente Virtuale:

  • persona capace di utilizzare in autonomia strumenti informatici e digitali;
  • uomo o donna;
  • età anagrafica e città, sono dati che risultano, assolutamente, indifferenti per i potenziali clienti;
  • titolo di studio (qualunque);
  • competenze linguistiche (un valore aggiunto ma non una conditio sine qua non).

Accanto alle skills digitali (più tools conosci meglio è) potrebbero esserti utili anche soft skills come:

  • problem solving (parte integrante del tuo core business: proponi soluzioni con l’obiettivo di snellire processi, esternalizzare attività interne);
  • gestione del tempo e organizzazione (multitasking);
  • orientamento al cliente (approccio consulenziale);
  • creatività;
  • sensibilità commerciale per proporti nel modo giusto, negoziare e chiudere accordi e collaborazioni.

La professione dell’Assistente Virtuale è esercitabile in larga misura da remoto.

Per noi donne, o per chi necessita di assoluta flessibilità, è una soluzione percorribile!

Non occorre, infatti, che tu abbia un ufficio, potrai lavorare anche da casa.

Il budget di partenza è pari a zero se disponi degli strumenti di lavoro (pc, telefono, collegamento adsl) che generalmente sono di uso comune.

Sai chi è stata la prima AV al mondo? Anastacia Brice.

Una donna, mamma, professionista che ha creduto nelle sue capacità e nella forza della sua idea!

Oggi è una business coach, fondatrice di AssistU un’organizzazione che si occupa di orientare, formare e certificare gli/le Assistenti Virtuali.

La sua è apparentemente una storia come tante altre. Una carriera interrotta per potersi occupare della famiglia e il desiderio di rimettersi in carreggiata reinventandosi.

Così negli anni 90’ quando lavorare da remoto era ancora poco diffuso Brice iniziò offrendo un servizio di pianificazione e prenotazione viaggi e piccole attività di segreteria.

Successivamente ha ripreso a studiare e si è formata come coach presso una prestigiosa accademia che tra le altre cose era stata tra i suoi primi clienti.

La professione di Assistente Virtuale è ufficialmente istituita nel 1997 e da quel momento AssistU accompagna i suoi corsisti dall’idea all’avvio dell’attività fornendo al bisogno anche le referenze.

In Italia abbiamo più testimonianze di successo, ma la professionista che ha dato voce alla categoria è sicuramente Mary Tomasso.

Cosa fa l’Assistente Virtuale

Ti ho raccontato come è apparsa sul mercato del lavoro questa nuova figura professionale che spesso può presentarsi con appellativi e job title differenti.

Molto dipende sicuramente dalla tipologia di servizi offerti. Ti posso assicurare che ogni prestazione è ricercata e di conseguenza ha una domanda espressa alla quale potresti dare risposta.

Ti chiedo subito di fare con me un esercizio.

Fase1

Ho bisogno che tu provi a visualizzare in relazione alla tua formazione, carriera, hobbies ogni singola competenza o expertise.

Usa pure un foglio, inizia con un elenco se preferisci. Altrimenti dividi fin da subito le competenze in settori differenti.

Ad es.: attività intellettuali, operative, utilizzo di tools, strumenti, conoscenze di tecniche, etc.

Non importa quanto sarà lungo all’inizio. Per stimolare e sviluppare un ragionamento più ampio andrà benone così.

Pian piano le maglie della rete dovranno restringersi.

Cosa otterrai?

Un elenco di attività che sei in grado di svolgere in autonomia, con trasporto e motivazione, alcune ripetitive altre più creative e allettanti.

Fase2

Lo sforzo che ti chiedo adesso è di trasformarle in servizi.

Non credo che sia poi così strano. Segui per un attimo il mio ragionamento.

Un’azienda assume dei dipendenti perché dettata dalla necessità di acquisire professionalità per: accedere a un know how tecnico, sviluppare nuove idee a partire dalle potenzialità delle proprie risorse, in alcuni casi, girare senza particolari filtri, le competenze del suo staff al cliente finale.

Ora l’azienda sei tu! Prova a rispondere a queste domande.

Cosa sai fare bene? Come potresti essere d’aiuto? Chi potrebbe essere interessato a usufruire delle tue prestazioni?

Ti confesso che sono di parte ma un bilancio di competenze potrebbe davvero fare al caso tuo.

Scherzi a parte voglio aiutarti a immaginare quello che potresti realizzare attraverso degli esempi. Sono riduttivi e so che con la tua storia potrai realizzare qualcosa di straordinario e perché no anche innovativo ma credo nella politica dei piccoli passi.

Ecco di cosa potresti occuparti:

  • inserimento di dati (fatture, ricevute, anagrafiche, schede prodotto, etc.);
  • realizzazione di presentazioni su Power Point o in altri formati multimediali;
  • tenuta agenda, attività di mailing, telemarketing;
  • prenotazione viaggi, visite, eventi;
  • attività canalizzabili nel macro settore della comunicazione digitale o delle vendite online.

Puoi proporre davvero di tutto. Hai bisogno di ispirazione?

Parti dalle richieste che generalmente gestivi in azienda

Fai un po’ di zapping su alcuni siti che incrociano domanda-offerta (es. Tabbid).

Ti prometto che ritornerò sull’argomento.

Come diventare Assistente Virtuale

Per diventare Assistente Virtuale è necessario per prima cosa un mindset adeguato possibilmente impreziosito da intraprendenza, orientamento al cliente e spirito imprenditoriale.

Non avrai un responsabile al quale fare riferimento e soprattutto dovrai trovare dei clienti.

Un primo consiglio che sento di darti è di prendere spunto da chi ha già avviato un’attività simile.

Se pensi che possa fare per te il passo successivo prevede formarsi sugli eventuali gap rispetto ai servizi che si intende proporre.

Ecco che a riguardo ci sarebbero due piattaforme di cui ti ho parlato in passato che potrebbero essere perfette per il tuo progetto: Udemy e Progetto TRIO.

Ricapitolando cosa ti servirà per iniziare:

  • un progetto;
  • un’immagine chiara e curata che ti rappresenti adeguatamente online rispetto alle caratteristiche per le quali vuoi essere riconosciuto;
  • profili social curati;
  • potrebbe esserti utile un portale ma puoi anche rimandare questa spesa se lavori bene con i tuoi contatti diretti e fai attenzione allo sviluppo commerciale;
  • un commercialista di fiducia per seguire la tua attività.

Se vuoi creare un progetto e avviare la tua attività da Assistente Virtuale non ti resta che contattarmi per una consulenza.

Se, invece, sei già in attività e vuoi raccontare la tua storia scrivimi a redazione@lavoroconstile.it potresti essere d’ispirazione a tante persone alla ricerca della propria strada.

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A proposito Dell'autore

Claudia Campisi

Claudia, 36 anni. Psicologa, Career Coach & Hr specializzata nel settore della Moda. Inevitabilmente Blogger, appassionata di lettura e alla costante ricerca di nuovi tools digitali da provare e condividere…meglio se a costo zero. Mamma di due splendidi bambini e un Beagle. Il mio motto non può che essere Smile is Chic!

2 Commenti

  1. chiara

    non so se può essere utile per i vostri lettori ma ho visto un sacco di annunci su freelancer di aziende che cercano assistenti virtuali, la paga va dagli 8€/h alle 15€/h personalmente durante la permanenza a casa causa pandemia ho arrotondato così!

    Rispondi
    • Claudia Campisi

      Chiara ma certo che è utile. Tornerò sull’argomento per parlare proprio delle piattaforme per entrare in contatto con potenziali clienti. Seguimi 😉

      Rispondi

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