Lavorare con motivazione durante il periodo di preavviso per dimissioni

Lavorare con motivazione durante il periodo di preavviso per dimissioni

Come portare a termine un rapporto di lavoro mantenendo alta la motivazione fino all’ultimo giorno

Su Lavoro con Stile parliamo di tanti aspetti lavorativi spesso però, un po’ come nelle storie d’amore, l’attenzione è rivolta soprattutto alla fase iniziale di conoscenza.

Cosa succede quando un rapporto finisce?

Succede che entrambe le parti devono guardare avanti, seppur con obiettivi e responsabilità differenti.

Il ccnl di riferimento del datore di lavoro, così come il buon senso e le vicissitudini del momento, determinano il periodo del preavviso che rappresenta quel numero di giorni che il lavoratore dovrà garantire prima del suo ultimo.

Su questo tema spesso si negozia e si cerca di trovare un punto di accordo che soddisfi entrambe le parti.

In molti casi accade che questo tempo corrisponda a mesi e non solo ad alcuni giorni.

Bene. Come ottimizzare al meglio questo periodo?

Te ne parlerò in questo breve contributo con l’obiettivo di aiutarti a proteggere:

  • La tua motivazione in vista del prossimo inizio con un nuovo datore di lavoro;
  • La reputazione! Hai fatto bene all’azienda, probabilmente, fino a quando hai comunicato di voler andare via. Perché dovresti rovinare tutto?!
  • La tua serenità personale e le relazioni che hai costruito.
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Curioso di sapere cosa mi sono inventata per convincerti a rigare dritto fino alla fine della tua esperienza professionale?!

Ti aspetto come sempre nei commenti se ti va per continuare il nostro confronto.

Se hai dato le dimissioni e vorresti già essere altrove

Probabilmente, se per te non fosse un problema , lavorare fino all’ultimo giorno dovuto di preavviso, non saresti qui a leggere. Scherzi a parte, spesso, dopo la fase “liberatoria” delle dimissioni ne inizia un’altra piuttosto complessa da gestire.

Dal punto di vista operativo potresti dover lavorare intensamente come se non fosse cambiato nulla, e non si sapesse, che ben presto tu non farai più parte di quell’organizzazione.

Al contrario potrebbe succedere di assistere a un graduale svincolo da attività e responsabilità ridistribuite su altri colleghi.

Non ci crederai ma è possibile che ti venga chiesto di affiancare il tuo “sostituto”. Scelta che personalmente non approvo assolutamente. Perché?

Da azienda, non rischierei, che una nuova risorsa osservi l’azienda, che lo ha appena assunto, con la lente di chi per “x ragioni” ha deciso di andare via.

Sul piano relazionale è altrettanto delicato sia per chi resta che per te.

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Tutto questo in una situazione idilliaca, in cui, comunicata la scelta, le relazioni sono rimaste distese.

Immagina il caso in cui al contrario si sia generata della tensione, speravi di andare via in pochi giorni, e invece, scopri di dover continuare a lavorare per settimane, mesi.

È a questo tipo di situazione in cui voglio arrivare in tuo soccorso!

Per evitare, soprattutto, di doverti accollare un mancato preavviso economicamente troppo oneroso.

Se rientri in questo caso ecco per te alcuni consigli:

  • Prova la carta delle ferie: chiedi un saldo ratei e cerca di capire come utilizzarla al meglio per affrontare queste settimane di permanenza forzata. Se ne hai tante è possibile che l’azienda non te le autorizzi. Potresti però al contrario provare ad alleggerire la settimana intervallando dei giorni di riposo.
  • Concentrati sugli aspetti positivi del tuo lavoro: riflettici bene! È l’attività di cui ti occupi? Sono le relazioni con alcuni colleghi? Focalizza la tua attenzione su tutto ciò che ti procura benessere. Non voglio mica farti ritirare le dimissioni, ma non credo neanche che sia tutto da demolire o negativo.
  • Non cedere alla tentazione di toglierti il famoso sassolino: non è facile lo comprendo, ma fai una valutazione costi-benefici, sei sicuro che ne valga la pena?! Tieni duro, manca davvero poco e sei fuori! Questo se non rientri tra chi i sassolini li elimina tutti e subito.
  • Lascia un buon ricordo di te con il tuo lavoro ben fatto: questo è il punto che preferisco. Se continui a impegnarti con cura e dedizione potrai essere fiero di te. Un vero professionista cerca di fare bene fino all’ultimo giorno: con un adeguato passaggio di consegne, mantenendo sempre vigile l’attenzione su eventuali situazioni-problema, sulla gestione dei clienti.
  • Prenditi cura di te: rivolgiti qualche attenzione in più e cerca se puoi, tra i tuoi affetti, un po’ di solidarietà. Non farti travolgere dallo stress. Ricorda hai una nuova avventura da intraprendere e devi fare scorta di pensieri positivi e motivazione per dare il meglio di te!
  • Lascia in ordine ciò che hai iniziato: sono sicura che non riuscirai a chiudere tutti i progetti con lo stesso spirito con cui hai mosso il primo passo, ma se ci pensi è il tuo lavoro e tu sei abituato a farlo bene, perché dovresti cambiare proprio adesso? Aiuta chi prenderà il tuo posto.

Se il motivo per il quale vai via dall’attuale azienda è legato a un tema relazionale è possibile che per te sia ancora più difficile resistere e arrivare fino in fondo.

A quanto consigliato sopra aggiungo:

  • Trascorri il tempo che ti rimane del preavviso dedicandoti alle relazioni positive create in azienda.
  • Non rispondere alle provocazioni e cerca di ricondurre le conversazioni su argomenti che riguardano il lavoro.
  • Se la situazione ti procura uno stress notevole chiedi di poter parlare con il tuo ufficio HR: ricorda una soluzione si trova sempre!
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Puoi affrontare questo periodo con coraggio appellandoti alla tua esperienza e a un discreto spirito di adattamento.

Non sentirti in colpa se questo rapporto di lavoro è finito. La decisione è presa, guarda avanti con ottimismo.

Avrai modo e tempo per elaborare quanto è successo per trarne insegnamenti e ispirazione.

Lavorare al meglio fino all’ultimo giorno

Non so quale sia il tuo lavoro, e se tu lo stia svolgendo in ufficio, in un reparto di produzione o da casa lavorando da remoto, proverò a condividere con te alcune riflessioni utili per affrontare al meglio la situazione.

Alcuni giorni, quelli in cui potresti sentirti avvilito o demotivato, può andare bene ripetersi che è finita e che manca poco alla cessazione del rapporto di lavoro ma non immagino per te un periodo più lungo basato su quest’unica strategia!

Prendi in mano la situazione e mantieni alta la tua motivazione fino all’ultimo giorno!

Inizia prendendoti cura di te sul piano fisico e mentale, non puoi trascurarti. Attenzione all’affaticamento mentale che ha ispirato il diritto alla disconnessione.

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Serietà sì, ma prenditi quelle pause che hai sempre saltato, fai dei pasti corretti e se puoi termina la tua giornata lavorativa nell’orario previsto.

Come ti consigliavo all’inizio del contributo dovresti concentrarti soprattutto sugli aspetti positivi delle attività di cui ti occupi.

Se lavori con il pubblico dedicati ai tuoi clienti, come anche, se hai un focus tecnico valorizza le tue capacità con un’esecuzione accurata e precisa.

Quando ti senti giù e senti addosso troppa tensione prenditi un momento di pausa per staccare e recuperare la concentrazione che serve.

Non ti torturare pensando a quello che gli altri potrebbero dire te o recriminarti.

Fai bene il tuo lavoro perché sei un professionista. Non a caso hai già un’altra azienda che ti aspetta!

Facilita il passaggio di consegne, lascia dati e riferimenti a beneficio di chi verrà dopo di te, saluta con rispetto chi ti ha dato fiducia e ha collaborato in modo positivo.

Non abbassare la guardia, evita errori grossolani, il datore di lavoro è tale fino all’ultimo giorno di lavoro.

Ripensa il tuo primo giorno, le sensazioni piacevoli dei primi momenti in azienda, ricorda i progetti in cui hai dato tutto te stesso e che ti hanno reso felice.

Fai questo esercizio con me!

Quando pensi alla tua carriera che ruolo ha questo contesto professionale che ti appresti a lasciare?

Rispondi a questa domanda tenendo presente contemporaneamente gli eventi positivi e il sentimento di gratitudine per chi ti ha:

  • Dato fiducia e assunto;
  • Formato, premiato e aiutato a crescere professionalmente;
  • Affidato responsabilità;
  • Supportato nel contrarre un mutuo per l’acquisto della casa;
  • Facilitato nell’occuparti della famiglia;
  • Sostenuto nella tua crescita personale.
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Se ancora provi disagio e sei in difficoltà in questa fase di rottura con il tuo attuale datore di lavoro ti direi di parlarne con chi può aiutarti a elaborare questo passaggio lavorativo che è molto impegnativo sul piano emotivo.

Ti auguro di superare presto questa fase di trasformazione e di poterti lasciare alle spalle l’eventuale stress provato nelle ultime settimane.

In bocca al lupo per il tuo nuovo inizio!

Se ti va ti aspetto come sempre nei commenti.

A proposito Dell'autore

Claudia Campisi

Claudia, 37 anni. Psicologa, Career Coach & Hr specializzata nei settori Moda & ICT. Inevitabilmente Blogger, appassionata di lettura e alla costante ricerca di nuovi tools digitali da provare e condividere…meglio se a costo zero. Mamma di due splendidi bambini e un Beagle...in arrivo anche il secondo. Il mio motto non può che essere Smile is Chic!

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