La reputazione online

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Standing Digitale – come evitare le gaffe sul Web

Quante volte sugli annunci di lavoro si legge: ottimo standing.

Una dimensione complessa definibile come “l’immagine con la quale ci si propone”. Dove il termine immagine non si riferisce all’aspetto fisico e al dress-code ma a tutti quegli aspetti di relazione, osservabili in una persona già dai primi momenti…il sorriso, la stretta di mano, il contatto visivo. Questa precisazione è fatta proprio per fugare ogni dubbio da qualsiasi forma di discriminazione.

In ambito professionale, lo standing può rappresentare l’ago della bilancia soprattutto in contesti quali un colloquio di selezione o un incontro d’affari.

Situazioni in cui la “prima impressione” può determinare l’effetto “look and feel” o nel caso contrario un atteggiamento di chiusura.

Tutti hanno standing?

Ognuno ha il proprio standing. Assolutamente unico e personale. 

La curiosità, ad un tratto, mi ha spinto a ricercare, sul fedele dizionario di italiano le possibili accezioni del termine. Escludendo lo stare in piedi che, in senso figurato, potrebbe essere ricondotto all’atteggiamento fiero con il quale si va incontro all’interlocutore ecco che le accezioni più pertinenti, che preferisco: reputazione, affidabilità.

Un significato che, peraltro, si allinea con le nuove dinamiche del recruiting. Ciò è dimostrato dalla diffusione della pratica di prepararsi, in vista di un colloquio, sulla persona da incontrare, dando una “sbirciatina” alle informazioni condivise sui social dagli attori coinvolti.

Ecco perché per me oggi è opportuno parlare di Standing Digitale.

Una dimensione che riguarda il candidato ma parimenti anche il recruiter proprio perché rappresenta, attraverso la propria persona, l’azienda.

 

Standing Digitale e Web Reputation

Quali sono gli elementi che identificano il nostro standing digitale?

La foto che inseriamo sugli account social, la qualità dei contenuti che produciamo e/o condividiamo e non ultime le modalità relazionali che caratterizzano le nostre interazioni online.

LinkedIN mette a disposizione il SSI (Social Selling Index) che fornisce  informazioni sull’efficacia del nostro profilo, foto a parte, e propone delle azioni per migliorare la qualità della nostra presenza sul social network.

Di seguito il link per valutare il proprio SSI e verificare le aree di miglioramento su cui lavorare: http://www.linkedin.com/sales/ssi

Lo Standing Digitale rientra a pieno titolo nella famiglia della Web Reputation che ha poco a che vedere con la “fama” o “notorietà” sul web. Fa riferimento piuttosto alla capacità di valorizzare la nostra presenza online sui social e all’interno delle community.

Condivido la riflessione proposta da Riccardo Scandellari su Fai di te stesso un brand, a proposito del possibile rischio che: “la reputazione di ognuno diventi una risorsa pubblica, visibile e accessibile a chiunque ne faccia richiesta”. In tal senso è necessario curare la propria immagine e la qualità delle interazioni, considerata la facilità con cui sono rese disponibili al vasto pubblico del web. Su questo aspetto è iniziata una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i soggetti target, potenzialmente presenti sui social, dai dipendenti di un’azienda ai giovani studenti delle scuole medie inferiori.

Come prevenire le gaffe digitali

Si può intervenire sullo standing digitale?

Certo! Si tratta proprio come nella versione tradizionale (standing) di una dimensione personale su cui è possibile lavorare.

Vi segnalo a riguardo 5 possibili accorgimenti:

  1. Monitorare le impostazioni sulla privacy per avere un controllo su chi accede ai nostri profili;
  2. Filtrare i contenuti da pubblicare affinché siano sempre equilibrati;
  3. Tenere aggiornati i profili;
  4. Usare un linguaggio consono evitando espressioni volgari e/o offensive;
  5. Evitare di parlare male di persone e/o aziende…il famoso sassolino nella scarpa di cui vi raccomando sempre.

Imparare a utilizzare le potenzialità del Web rientra già tra le soft skills da sviluppare e su cui è opportuno migliorare. Ecco perché diviene opportuno curare la propria presenza sul web e familiarizzare con i nuovi strumenti e questo non vale esclusivamente per il candidato ma anche e soprattutto per chi, a vario titolo, si occupa di risorse umane.

Chissà se in un futuro sugli annunci di lavoro, tra i vari requisiti, si leggerà anche del mio Standing Digitale.

A proposito Dell'autore

Claudia Campisi

Claudia, 36 anni. Psicologa, Career Coach & Hr specializzata nel settore della Moda. Inevitabilmente Blogger, appassionata di lettura e alla costante ricerca di nuovi tools digitali da provare e condividere…meglio se a costo zero. Mamma di due splendidi bambini e un Beagle. Il mio motto non può che essere Smile is Chic!

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