Intervista a Roberto Chessa Autore e Professionista HR

Intervista a Roberto Chessa Autore e Professionista HR

Chi é Roberto Chessa come Autore e professionista HR

Su Lavoro con Stile sono lieta di incontrare Roberto Chessa!
Se ricordi te lo abbiamo raccontato attraverso la recensione del suo libro Una nave chiamata azienda.
Alcune breve note biografiche prima di tuffarci nell’intervista per conoscerlo come Autore, professionista e uomo!

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Classe 1970. Dopo aver frequentato la facoltà di lingue e letteratura straniera si appassiona agli studi economici, ottenendo la “sicurezza” del posto fisso in banca.
“Tranquillità” che abbandona nel 1995, per inseguire la strada dell’imprenditorialità.
25 anni di gioie e dolori, dove le parole d’ordine sono sempre state: imparare e sperimentare.
Da oltre 15 anni mette le proprie competenze a disposizione di imprenditori, manager e liberi professionisti, che abbiano voglia di mettersi in discussione e trasformare le parole in azione, e le azioni in risultati.

Hai delle domande per Roberto? Ti aspetto come sempre nei commenti se ti va.

Parlaci della tua identità professionale, di cosa ti occupi?

Mi definisco un funambolo dell’animo umano. Lavoro con le persone, cercando di far emergere e valorizzare le potenzialità di ognuno.
Tecnicamente il mio ruolo è Consulente aziendale, in ambito Risorse umane e strategie d’impresa. Poi quelli che parlano bene, definiscono la mia attività HR management.
Amo il mio lavoro, ogni singola attività. La vendita, la formazione, la consulenza, la ricerca e la selezione del personale.
Che mi debba occupare di un riassetto organizzativo, di un progetto formativo o di un nuovo processo di recruiting, mi entusiasmo come il primo giorno, ma con una maggiore consapevolezza.

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C’è stato un momento in cui hai deciso di occuparti delle attività che preferisci e in cui sei convinto di dare il massimo…?

Beh Claudia, dobbiamo fare un “piccolo” passo indietro, precisamente al 1995.
Lavoravo in banca, in una piccola agenzia, dove si faceva un po’ di tutto: operatore di sportello, gestione della tesoreria comunale, contabilità di agenzia e consulenza finanziaria.
Faccio una premessa, nel 1995 l’inflazione ha registrato un indice del 5,4 %, e questo vuol dire che per gli investitori i tassi di rendimento erano altissimi. Pensate che i BOT avevano un rendimento pari dell’11%.

Magari questi dati per molti dicono poco. Nel 2020 gli indici Istat hanno segnato una inflazione dello 0.5 %, e nell’asta di agosto 2020 i BOT hanno registrato un rendimento dello 0,069. Una bella differenza non credi?
Un giorno venne allo sportello un vecchietto, i suoi risparmi, quelli di una vita, ammontavano a 5.000.000 di lire.
Mi chiese un consiglio su come investirli. Non ci pensai due volte, cosa c’era di più sicuro e remunerativo? I Bot.
Quando il Sig. Pino andò via, (chiamiamolo così per non ripetere il termine “vecchietto” che sarebbe ripetitivo e discriminatorio), il direttore mi convocò nel suo ufficio e mi fece uno “shampoo” (all’epoca avevo i capelli) per non aver proposto i certificati di deposito dell’Istituto di Credito che mi “pagava lo stipendio”.
I tassi dei certificati avevano un rendimento del 4%, mentre i Bot dell’11. Io volevo aiutare il Sig. Pino, era quello il mio obiettivo.
Tralascio quello che mi disse il direttore, per questa mia considerazione. Ecco, quello fu il momento in cui capì quale sarebbe stata la mia strada, aiutare gli altri.
Mi rimisi a studiare, diedi l’esame di stato ed esercitai l’attività di promotore finanziario, cercando di essere per i miei clienti un punto di riferimento.
In quegli anni intrapresi vari percorsi di studio e specializzazione nelle risorse umane, che mi hanno portato a comprendere che i numeri da soli non bastano per portare avanti l’economia.
Le aziende sono fatte di persone e a differenza dei numeri, la stessa “operazione” fatta da persone diverse non da mai lo stesso risultato.
Dal 2000, mi occupo di risorse umane, e mai scelta fu più azzeccata. Abbandonare il posto fisso, ciò che per molti sembrava una follia, per me è stato l’inizio di un grande viaggio, con salite e discese, pause e corse sfrenate, ma sempre entusiasmante.

Com’è nata l’idea di scrivere un libro?

Scrivere è sempre stata una passione. Da adolescente, ogni emozione, si trasformava in versi, strofe o note su un pentagramma.
Poesie, racconti brevi e canzoni. Per anni ho coltivato l’hobby della musica; in qualità di autore e compositore ho registrato alla SIAE una ventina di brani.
Ho trasferito le stesse modalità anche in ambito lavorativo. Le mie esperienze, le emozioni, gli studi, venivano trascritti prima su fogli di carta e dopo su file di word.
Considera che i primi articoli, dove parlo della metodologia “Una nave chiamata azienda” ( il mio primo libro), sono stati pubblicati su un portale di psicologia del lavoro, nel 2006.

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Ma il tempo per trasformarlo in un progetto concreto, un libro, non c’era mai. L’ idea si.
A differenza degli ultimi 5 anni, dove facevo mediamente oltre 100 voli l’anno, Il 2020, con tutte le sue restrizioni, mi dato l’opportunità di restare molto tempo a casa, e fare tutte quelle cose per le quali “non c’era mai tempo”. Ciò che prima era sempre stato importante ma non urgente, è diventato realtà.
Ho raccolto tutto il materiale, gli ho dato forma, e da gennaio a dicembre, ho pubblicato 5 libri.

Ma il tempo per trasformarlo in un progetto concreto, un libro, non c’era mai. L’ idea si.
A differenza degli ultimi 5 anni, dove facevo mediamente oltre 100 voli l’anno, Il 2020, con tutte le sue restrizioni, mi dato l’opportunità di restare molto tempo a casa, e fare tutte quelle cose per le quali “non c’era mai tempo”. Ciò che prima era sempre stato importante ma non urgente, è diventato realtà.
Ho raccolto tutto il materiale, gli ho dato forma, e da gennaio a dicembre, ho pubblicato 5 libri.

Perché il 2020 possiamo definirlo l’anno della svolta come Autore?

Come ti anticipavo il fattore tempo é stato determinante. Mi ha favorito soprattutto un nuovo rapporto con i ritmi di lavoro caratterizzati da un contenimento degli spostamenti e dei viaggi. I contenuti hanno solo dovuto trovare forma ed espressione ma erano già parte di un background e di un percorso rodato di competenze. Sono, infatti, legato e affezionato ad ogni singolo componimento perché in esso intravedo l’opportunità di dare risposta e aiutare qualcuno operativamente in base al proprio obiettivo.

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Quali altri talenti ci nascondi…

I talenti nascosti non si devono svelare, ma vanno scoperti, quindi lascio a te questo compito.

Una tua definizione di talento

Probabilmente non tutti sono a conoscenza del fatto che il termine talento, citato già nell’iliade e nella Bibbia, era un’antica unità di misura della massa. Era un peso di riferimento per il commercio, nonché una misura di valore pari alla corrispondente quantità di metallo prezioso.
Come questo poi, negli anni sia stato accostato alle persone, al loro valore, in verità lo ignoro, ma non è fondamentale al fine della tua domanda.

Ritengo che il talento sia una naturale predisposizione che per diventare tale debba essere coltivata, “nutrita” ed unita alla passione.
Ognuno di noi ha uno o più talenti, ma purtroppo non tutti riescono a farli emergere.
Questo dipende tantissimo anche dall’ambiente nel quale cresciamo, dalle figure che ci educano ed instradano, nella vita come nel lavoro e nello sport.
Genitori, insegnanti, allenatori, oltre ovviamente noi stessi, tutti anelli di un’unica catena che dà forza al motore del talento.

Parliamo del tuo libro, “Il processo di ricerca e selezione del personale”, a quali bisogni del lettore vuoi rispondere?

Nonostante abbia cercato di dare una linea agile, colloquiale, a volte ironica, a differenza degli altri libri, questo racchiude una forte valenza tecnica.
Teoria si, ma unita alla pratica, con esempi reali, tratti da oltre 20 anni di esperienza come selezionatore.
Il libro è stato pensato per imprenditori, manager, liberi professionisti e chiunque avesse voglia di approfondire questa tematica.
I riscontri ottenuti hanno dimostrato un eccellente feedback anche da parte degli operatori del settore. Molte figure junior o tutta quella cerchia di recruiter ai quali mancava una specifica formazione.
La ricerca e selezione del personale è una attività difficile, per la quale non ci si può improvvisare. Ci vuole tanta esperienza e passione, oltre studio ed impegno.
Purtroppo, molte aziende assegnano questo incarico al collaboratore che al momento è meno impegnato rispetto agli altri. Troppe agenzie per il lavoro “permettono” a giovani laureati, senza alcuna esperienza o formazione, di “decidere il destino” dei candidati.
Questo è inconcepibile.

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Ci vuole un metodo, è questo che fa la differenza. C’è un prima, un durante e un dopo. Ogni fase è fondamentale e non va trascurata.
La figura esatta che si cerca, i canali dove pubblicare le inserzioni, come predisporre una inserzione che attiri il candidato ideale, come mettere a proprio agio il candidato e comprendere se è la persona giusta per il ruolo ricercato, cosa chiedere e cosa evitare doi dire.
Ma non posso dirti tutto, altrimenti chi lo compra il libro?
Quello che posso dirti, è che all’interno del libro ho raccolto una serie di schede di valutazione, job description, mansionari, e tanto altro materiale fondamentale per chi svolge questa professione.

Un passaggio che più di altri senti tuo e da cui ti senti rappresentato

Voglio citarti due frasi. La prima è:

“Assumi persone dalle quali, tu e la tua azienda, potete imparare qualcosa, a livello umano o professionale”

Basta con gli yes man. Se le aziende vogliono crescere, devono trovare persone in grado di portare un valore aggiunto, a livello professionale o umano.
Si chiede sempre più spirito di iniziativa, ma si inseriscono in azienda persone che devono
“obbedire agli ordini”

La seconda frase è:

“Immaginate una moneta, una grande moneta, in un lato troveremo la scritta non c’è lavoro e dall’altra “non hanno voglia”

Azienda e candidato, spesso due mondi che non si incontreranno mai.
Ognuno che guarda la moneta dal proprio lato.
Ancora oggi molte aziende, si pongono in una posizione di superiorità nei confronti del candidato.
Ricordiamo, che se noi diamo un’opportunità di lavoro, dall’altro canto, le persone valide offrono la loro professionalità, il loro tempo, il loro entusiasmo.
Se noi “paghiamo” uno stipendio, il candidato aiuta la nostra azienda a produrre reddito. È un elemento fondamentale.
È un dare ed un avere reciproco.

Intervista-a-Roberto-Chessa-Autore-e-professionista-HR-roberto-chessa

Lo consiglieresti perché…

Perché dà l’opportunità di comprendere come trovare la persona giusta, valorizzarla e fare in modo che possa fare la differenza.

Dove possiamo incontrarti? Ci daresti qualche anticipazione su nuovi eventuali progetti

Ho già fissato varie date in calendario, a Napoli il 20 gennaio, a marzo a Vicenza, ad aprile Milano, a maggio in Sicilia, luglio Cagliari, settembre Bari, ottobre Torino, novembre Roma, dicembre Toscana, ancora non so la città esatta.
Molto dipenderà dalla situazione covid, dalle restrizioni.
Nel 2020 ho erogato più di 50 giornate di formazione, ed una decina di selezioni, tutte in modalità webinar.
La mia speranza è di poter ritornare a guardarci in faccia dal vivo, e abbracciarci.

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Lo consiglieresti perché…

Perché dà l’opportunità di comprendere come trovare la persona giusta, valorizzarla e fare in modo che possa fare la differenza.

Dove possiamo incontrarti? Ci daresti qualche anticipazione su nuovi eventuali progetti

Ho già fissato varie date in calendario, a Napoli il 20 gennaio, a marzo a Vicenza, ad aprile Milano, a maggio in Sicilia, luglio Cagliari, settembre Bari, ottobre Torino, novembre Roma, dicembre Toscana, ancora non so la città esatta.
Molto dipenderà dalla situazione covid, dalle restrizioni.
Nel 2020 ho erogato più di 50 giornate di formazione, ed una decina di selezioni, tutte in modalità webinar.
La mia speranza è di poter ritornare a guardarci in faccia dal vivo, e abbracciarci.

Ringraziamenti

Bhè Claudia, il primo ringraziamento va a te, per avermi dedicato questo spazio e per la fantastica recensione al mio libro “Una nave chiamata azienda”.
Ringrazio tutte le persone che mi hanno dato fiducia, e che continuano a darmela.
Inoltre, ringrazio in anticipo tutte le persone che leggeranno questa intervista, e vi dico che resto a vostra disposizione per domande e/o consigli.

I libri di Roberto Chessa

Una nave chiamata azienda

Il processo di ricerca e selezione del personale

I 3 livelli della vendita

Comunicazione Pre Assertiva

Trovare lavoro è facile, se sai come farlo

Venditore a chi

I 3 livelli della comunicazione

Link diretti per raggiungere l’Autore

A proposito Dell'autore

Claudia Campisi

Claudia, 37 anni. Psicologa, Career Coach & Hr specializzata nei settori Moda & ICT. Inevitabilmente Blogger, appassionata di lettura e alla costante ricerca di nuovi tools digitali da provare e condividere…meglio se a costo zero. Mamma di due splendidi bambini e un Beagle...in arrivo anche il secondo. Il mio motto non può che essere Smile is Chic!

2 Commenti

  1. Roberto Chessa

    Grazie mille Claudia, per avermi dedicato questa vetrina e per la stima

    Rispondi
    • Claudia Campisi

      Grazie a te Roberto…i libri e lo scambio di opinioni possono spesso trasformarsi in opportunità!

      Rispondi

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