Intervista a due a Laura e Giulia di Vabbè. Mi sono fatta di peggio

Intervista a due a Laura e Giulia di Vabbè. Mi sono fatta di peggio

Conosciamo le Autrici del libro e della community Vabbè. Mi sono fatta di peggio!

Sono felice di poter avere ospiti, su Lavoro con Stile, Laura Scaini e Giulia Nardo.

Autrici esilaranti di Vabbè. Mi sono fatta di peggio.

Chi almeno una volta, se non di più, con una gran dose di sana autoironia non l’ha detto o semplicemente pensato?

Ecco come tutto è iniziato:

“Coinquiline ai tempi dell’università, nei vari anni di convivenza hanno accumulato esperienze di vario genere. Ogni volta che una raccontava all’altra l’ennesimo fallimento che la vedeva protagonista, quest’ultima commentava: Vabbè, che sarà mai, ti sei fatta di peggio!”.

Per te un’intervista che non è solo aneddoti ed esperienza di vita…anche se non sarebbe di certo poco, ma un messaggio positivo che potrai approfondire nel loro libro ormai prossimo all’uscita!

Su dai conosciamole meglio…

Chi sono Laura Scaini e Giulia Nardo?

Laura-Scaini

Laura: Sono una ragazza – dico ragazza anche se ho un anno più del presepe in quanto ho un problema irrisolto con l’adolescenza – con una spiccata tendenza a teatralizzare tutto quello che succede. Vivo a Bologna dai tempi dell’Università e ci sono rimasta sia perché la adoro sia perché sono pigra. Ho vari interessi tra cui il teatro e la scrittura.

Lavorativamente parlando, sono impiegata in un’azienda che si occupa di assicurazioni sanitarie.

Giulia: Vivo e lavoro a Praga in una Corporate. Come hobby ho la corsa e il buon vino. Non ho mai del tutto superato il trauma di aver abbandonato Bologna ma tutto sommato, come per tutti i traumi della mia vita, tendo ad ignorarne gli effetti andando avanti a testa alta e dignità bassa.

Sono quella che Studio Aperto definirebbe “una ragazza allegra e solare” e, di me, i vicini direbbero “salutava sempre”.

Giulia-Nardo

Raccontateci del vostro incontro personale e professionale…

L. Ho conosciuto Giulia ad un corso di teatro, è stato amore a prima vista e, dal momento che a casa mia si liberava una stanza, le ho chiesto se voleva venire a vivere con me. Lei ha accettato e siamo diventate coinquiline. Da questa convivenza abbiamo capito che entrambe nella vita avevamo accumulato parecchio disagio dal punto di vista sentimentale: abbiamo deciso pertanto di condividerlo non solo tra noi ma anche con gli altri, da qui l’idea di aprire la pagina Facebook “Vabbè. Mi sono fatta di peggio”.

G. Ho conosciuto Laura ad un corso ti teatro: all’inizio mi faceva paura. Dopo qualche mese dal nostro primo incontro ho chiuso una storia ed una convivenza e non sapevo bene dove andare, il destino ha voluto che la stanza a casa di Laura si liberasse proprio quel mese. Ho pensato “Vabbè. Peggio di così…” e da lì è  iniziata la nostra fantastica convivenza. I nostri amici avevano aperto anche delle scommesse, nessuno credeva che saremmo durate più di qualche settimana. E invece…

Quando e come è nata l’idea di “Vabbè. Mi sono fatta di peggio”?

L. L’idea risale appunto a quando vivevamo insieme a Bologna. Abbiamo creato la pagina più che altro per gioco, con l’intento di sdrammatizzare e ironizzare le varie relazioni fallimentari che avevano visto protagoniste noi e le nostre amiche.

Pian piano la pagina si è ingrandita e la gente ha cominciato a contribuire inviandoci le proprie testimonianze, che ora rappresentano la maggior parte dei post che pubblichiamo.

Laura-Scaini-e-Giulia-Nardo

G. Come ho detto mi ero lasciata da poco ed avevo bisogno di distrarmi, Laura si rivelò subito un’ottima spalla. Peccato che, forse per inesperienza, forse perché cercavo il chiodo scaccia chiodo, in quel periodo ho accumulato varie esperienze sentimentali e sessuali disastrose. Iniziavo piano piano a rendermi conto che il mondo è pieno di gente decisamente “sopra le righe”. Anche Laura collezionava una serie di storie irreali in quel periodo. Sia io che lei però abbiamo sempre avuto un’ottima capacità di sdrammatizzare, e da lì è nata l’idea di condividere in forma anonima le nostre sventure.

Potreste fornirci un identikit dei vostri followers?

L. Difficile fare un identikit perché sono molto diversi tra loro. La maggioranza sono donne dai 20 ai 45 anni, ma anche molti uomini ci inviano le proprie esperienze. Ci sono i followers silenziosi e quelli che commentano ogni post. Quelli molto ironici e quelli dalla polemica facile. Insomma, c’è un po’ di tutto!

G. Io li divido in tre categorie. I simpatici, i polemici e i filosofi. I simpatici sono i miei preferiti, quelli che sotto ogni post fanno una battuta (spesso geniale);  i polemici sono quelli che ogni volta devono imputare le colpe o criticare i protagonisti delle storie (e sono quelli che non hanno capito lo spirito della pagina);  i filosofi sono quelli che dalle nostre storie traggono una morale che in confronto Esopo era un principiante (loro sono teneri).

Che sviluppi avete in cantiere?

L. Siamo state contattate da una casa editrice, Prospero Editore, che ci ha proposto di raccogliere in un’antologia i racconti migliori pubblicati finora. Abbiamo accettato e, il 24 settembre, uscirà il libro “Vabbè. Mi sono fatta di peggio”.

G. Sopravvivere. E fare pubblicità al libro ovviamente. Ma per quello dobbiamo appunto sopravvivere.

Laura-Scaini

Ho avuto la fortuna di leggere in anteprima alcuni passaggi del vostro libro in uscita. Qualche anticipazione succosa?

L. Anticipazioni non ne vorrei fare, posso solo dire che nel libro troverete il peggio del peggio!

G. Diciamo che abbiamo pensato di dividere il disagio in varie categorie, anche se in realtà il peggio non ha né genere né età.

Su Lavoro con Stile si parla soprattutto di mondo del lavoro e delle relazioni che si creano a partire dai contesti professionali.

Ci raccontate degli aneddoti che riguardano gli ambienti di lavoro?

L. Quando facevo la promoter in un centro commerciale (avevo poco più che vent’anni) mi sono innamorata di uno dei commessi di un negozio. Lui era molto ammiccante e faceva anche molte battutine equivoche, tanto che, una volta finito il lavoro come promoter, mi sono fatta coraggio e mi sono dichiarata lasciandogli il mio numero. Lui però non mi ha mai richiamata, in quanto non interessato:  in compenso mi ha fatta contattare da un suo collega che si è proposto come sostituto! 

G. Quando mi sono trasferita qui a Praga sono uscita con un ragazzo con cui però non mi sono trovata bene ed ho pertanto troncato la frequentazione in modo molto educato e gentile. Lui però non l’ha presa benissimo e mi ha bloccata su tutti i social. Un anno dopo ho fatto un colloquio per lavorare nella mia attuale azienda. Beh … lui è uno dei responsabili del personale. Per fortuna è passato molto tempo e lui comunque mantiene un rapporto estremamente professionale. Però puoi immaginare l’imbarazzo e lo stupore. Dopotutto Praga fa solo un milione e mezzo di abitanti!

autoironia-vabbè-mi-sono-fatta-di-peggio

Cos’è per voi l’autoironia?

L. Pensare alle mie disgrazie come se fossero le gag di un film comico e riderci sopra.

G. Un metodo di sopravvivenza.

Come la scrittura può aiutare a rielaborare situazioni dolorose a vostro parere?

L. Chiedo l’aiuto del pubblico! Scherzi a parte, è una domanda molto difficile, non so dare una risposta. Posso dire che a me scrivere aiuta molto, mi serve per sfogarmi. A volte anche raccontare in maniera ironica/grottesca situazioni che in realtà mi hanno fatto soffrire è utile: mi serve a non prendermi troppo sul serio e ridimensionare situazioni che a prima vista mi sembravano insormontabili.

G. Sono d’accordo con Laura, scrivere può avere un’utilità terapeutica. Per me scrivere, fissare su un foglio delle parole,  trasforma un episodio da “emotivo” a “tangibile” e quindi mi permette di gestirlo e superarlo. Delle volte mi aiuta ad oggettivizzare l’accaduto. Scrivere schiarisce le idee e ti consente di rivivere le cose su un piano un po’  più razionale.

Una definizione di Talento che su Lavoro con Stile è doverosa 

L. Avere un’idea e riuscire a darle forma.

G. Una volta vidi un documentario su Fellini. Lui sosteneva che non era il creatore dei film, ma “il mezzo” con cui il film, attraverso il suo corpo, diventava reale. Penso sia questo il concetto di talento. Sentire di essere un canale attraverso cui il bello trova il modo di esprimersi. Che sia musica, parole, immagini etc.

Come potervi seguire, incontrare e rimanere in contatto?

L. e G. Su Facebook sulla nostra Pagina Vabbè mi sono fatta di peggio.

su Instagram: https://www.instagram.com/vabbe.misonofattadipeggio/.

Inoltre potete acquistare il nostro libro su: su Prospero Editore; oltre ovviamente che su Amazon, Ibs, Feltrinelli, eccetera.

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Una vostra frase mantra

L. e G.: Vabbè. Mi sono fatta di peggio!

Che dire se non GRAZIE ad entrambe per la simpatia e la generosità con la quale vi siete raccontate ai lettori di Lavoro con Stile!

Per me Laura e Giulia sono un inno al volersi bene.

Non ci resta che leggere il loro libro e trovarci tutti a commentarlo insieme sulle loro pagine social.

Sono davvero curiosa di scoprire tantissimi altri racconti di avventure o meglio disavventure in ufficio 😉

Mi raccomando ti aspetto nei commenti se ti va.

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A proposito Dell'autore

Claudia Campisi

Claudia, 37 anni. Psicologa, Career Coach & Hr specializzata nei settori Moda & ICT. Inevitabilmente Blogger, appassionata di lettura e alla costante ricerca di nuovi tools digitali da provare e condividere…meglio se a costo zero. Mamma di due splendidi bambini e un Beagle...in arrivo anche il secondo. Il mio motto non può che essere Smile is Chic!

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